Regione Veneto

Parco Letterario F. Petrarca

 

Il Parco letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei comprende alcuni luoghi di interesse letterario dislocati nella provincia di Padova. La rete I Parchi Letterari® di cui fa parte comprende diversi parchi letterari sparsi su tutto il territorio italiano e si pone come finalità quella di preservare e valorizzare i luoghi di vita e di ispirazione dei grandi scrittori italiani.
A Battaglia Terme hanno soggiornato tanti personaggi legati al mondo della letteratura ed è un mirabile esempio di questo intreccio tra Colli e poesia, con un ruolo chiaro all’interno del Parco letterario grazie alla presenza significativa di luoghi celebri. Il poeta Francesco Petrarca arrivava lungo il Canale Battaglia da Padova alla sua casa ad Arquà Petrarca. Il giardino di Villa Selvatico-Sartori fu progettato dall'architetto Giuseppe Jappelli seguendo alcuni scritti del poeta latino Virgilio.  L'uomo politico e storico francese Michel de Montaigne ha dedicato un intero paragrafo, nel suo Journal de voyage en Italie, al Ponte-canale di Montaigne che si trova sul Canale Battaglia in direzione Monselice.
Il Parco Letterario ha identificato alcuni luoghi letterari attraverso la posa di targhe che riportano frasi tratte dai libri di autori che hanno immortalato il paesaggio euganeo e il suo patrimonio. Presso il Castello del Catajo si trova una targa dedicata a Giovanni Comisso che i turisti possono trovare durante le loro escursioni a piedi o in bici lungo l'anello ciclabile dei Colli Euganei.
 
Targa posta nella piazzola antistante il cancello d’ingresso al Castello del Catajo. ( Battaglia Terme)

"Avevo letto nel diario d’un ignoto questa pagina: ” …Il signore alto è l’arciduca Ferdinando d’Asburgo, nipote di Francesco Giuseppe ed erede al trono; la signora è la Contessa di Copek, sua moglie. Provengono dalla loro tenuta di Catajo, presso Monselice, e ritornano a Vienna, da dove si recheranno, per la visita ufficiale, in Bosnia, tolta di recente alla Turchia ed annessa all’impero austro-ungarico. Sarà il viaggio fatale per loro e per l’Europa tutta, perché a Sarajevo verranno uccisi…” Queste note semplici, ma evidenti come una vecchia fotografia del tempo, mi avevano incuriosito sul soggiorno di Ferdinando nella sua tenuta padovana che egli aveva ereditato, con altri beni, dal Duca di Modena, e andai a Battaglia, alcuni chilometri sotto Padova, sperando di trovare o un cuoco, o un giardiniere, o una guardarobiere, o una vecchia serva o qualche contadino che potesse ricordarsi dell’arciduca e raccontarmi qualcosa. Questa vasta tenuta si stende parte in pianura e parte sui magnifici colli Euganei ed ebbe come la Cina del Medioevo il nome di Catajo. Davanti all’ingresso vi è un canale navigabile come in quel paese dell’Oriente e le barche che vengono dalla laguna sostano appesantite dal sole lungo le rive dove l’alta erba fiorita di pennacchi ondeggia come un mare. Il castello con le sue altissime pareti nude, dove si aprono disadorne le finestre, e col tetto e terrazze recinti da rigidi merli fa un po’ pensare ancora alla Cina dove i torrioni degli ingressi alle città murate hanno questo stesso aspetto. Ma queste coincidenze sono del tutto accidentali, quel nome gli fu dato per le bellezze dei giardini e delle peschiere un tempo fantastici come quelli del palazzo imperiale di Pechino"

Link utili:

Mappa Letteraria del Parco Francesco Petrarca

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